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Quanto costa aprire e mantenere una partita IVA

Il numero di partita IVA può essere attribuito senza un’imposta specifica, ma la gestione reale comporta costi fiscali, previdenziali, amministrativi e professionali che cambiano in base all’attività.

Pubblicata e aggiornata il A cura di STUDIO ZAGLIO SRLTempo di lettura: circa 4 minuti
In breve
  • Un professionista senza cassa ha normalmente costi fissi inferiori a una ditta.
  • Artigiani e commercianti pagano contributi minimi INPS anche con redditi bassi.
  • Nel 2026 i contributi minimi ordinari sono circa 4.521 euro per artigiani e 4.612 euro per commercianti.
  • Prima dell’apertura conviene simulare ricavi, costi, saldo e acconti.

Il numero di partita IVA può essere attribuito senza un’imposta specifica, ma la gestione reale comporta costi fiscali, previdenziali, amministrativi e professionali che cambiano in base all’attività.

Costi iniziali di apertura

L’attribuzione della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non prevede normalmente un tributo. Possono però essere necessari:

  • compenso per analisi e pratica di apertura;
  • diritti e bolli camerali per l’impresa individuale;
  • PEC e firma digitale;
  • SCIA al SUAP e diritti comunali;
  • eventuali autorizzazioni, iscrizioni o corsi obbligatori;
  • apertura INAIL nei casi previsti.

Un professionista può avere una procedura molto più semplice rispetto a un’attività artigiana o commerciale.

Costi fissi annuali

Tra i costi ricorrenti possono rientrare consulenza fiscale, software di fatturazione, conservazione digitale, PEC, rinnovo della firma, diritto camerale, assicurazione professionale e altri adempimenti specifici.

Il prezzo del commercialista non dipende soltanto dal regime fiscale, ma anche da numero di documenti, consulenza richiesta, dipendenti, operazioni estere e complessità amministrativa.

Contributi INPS 2026

Per artigiani e commercianti il costo più rilevante può essere la contribuzione minima. Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro e i contributi minimi ordinari sono:

GestioneContributo minimo 2026
Artigiani4.521,36 euro
Commercianti4.611,64 euro

Gli importi possono cambiare per riduzioni, età, periodi inferiori all’anno e posizione individuale. Oltre il minimale si aggiunge la contribuzione percentuale sul reddito eccedente.

Il professionista senza cassa, invece, non ha normalmente un minimale nella Gestione Separata e versa in percentuale al reddito prodotto.

Imposte e costi variabili

Nel forfettario l’imposta viene calcolata sul reddito determinato dal coefficiente di redditività. Nel regime ordinario o semplificato il reddito deriva dalla differenza tra componenti positivi e costi fiscalmente riconosciuti.

Il primo anno di versamento può essere pesante perché si sommano saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno in corso. Per questo non basta accantonare la sola percentuale dell’imposta.

Professionista, artigiano e commerciante a confronto

PosizioneCosti caratteristici
Professionista senza cassaGestione Separata proporzionale, software, consulenza
Professionista con cassaContributi minimi e percentuali secondo il regolamento della cassa
ArtigianoCamera di Commercio, INPS minimale, possibile INAIL e SCIA
CommercianteCamera di Commercio, INPS minimale, autorizzazioni e adempimenti di settore

Come fare una previsione attendibile

Prima di aprire conviene predisporre almeno tre scenari di ricavi e costi, distinguendo:

  • costi iniziali una tantum;
  • costi fissi annuali;
  • contributi minimi e percentuali;
  • imposte, saldo e acconti;
  • liquidità necessaria durante l’anno.

Una simulazione permette di capire quanto resta realmente disponibile e se il prezzo applicato ai clienti è sostenibile.

Domande frequenti

Aprire una partita IVA è gratis?

L’attribuzione del numero può non avere un tributo specifico, ma l’avvio può richiedere pratiche, diritti, PEC, firma digitale, autorizzazioni e consulenza.

Quanto costa un forfettario senza fatturato?

Dipende dalla previdenza. Un professionista senza cassa può avere contributi legati al reddito; un artigiano o commerciante può dover versare i contributi minimi anche senza reddito.

I contributi INPS sono compresi nelle tasse?

No. Imposte e contributi previdenziali sono voci differenti e devono essere stimate separatamente.

Quanto devo mettere da parte ogni mese?

La percentuale varia per attività, coefficiente, previdenza e aliquota. Serve una simulazione personalizzata che consideri anche gli acconti.

Fonti ufficiali

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A cura di Studio Zaglio

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