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Regime forfettario 2026: requisiti, tasse e limiti

Nel 2026 il regime forfettario resta accessibile alle persone fisiche che rispettano i requisiti previsti. Prima di applicarlo vanno controllati ricavi, lavoro dipendente, partecipazioni e attività svolta.

Pubblicata e aggiornata il A cura di STUDIO ZAGLIO SRLTempo di lettura: circa 4 minuti
In breve
  • Limite ordinario di ricavi o compensi: 85.000 euro.
  • Oltre 100.000 euro il regime cessa nello stesso anno, con applicazione dell’IVA dalle operazioni che superano la soglia.
  • Per il 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati è elevata a 35.000 euro.
  • L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%, riducibile al 5% per alcune nuove attività.

Nel 2026 il regime forfettario resta accessibile alle persone fisiche che rispettano i requisiti previsti. Prima di applicarlo vanno controllati ricavi, lavoro dipendente, partecipazioni e attività svolta.

Chi può applicare il regime forfettario

Il regime è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni. Non può essere applicato direttamente da SRL, SNC, SAS o associazioni professionali.

Nell’anno precedente devono essere rispettati sia il limite dei ricavi o compensi sia il limite delle spese sostenute per lavoro dipendente e collaboratori, fissato in via ordinaria a 20.000 euro lordi.

Limite di 85.000 e superamento di 100.000 euro

Il limite ordinario è pari a 85.000 euro, ragguagliato ad anno quando previsto. In caso di più attività si sommano ricavi e compensi riferiti ai diversi codici ATECO.

  • se si superano 85.000 euro ma non 100.000 euro, il regime cessa normalmente dall’anno successivo;
  • se gli incassi superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno e l’IVA è dovuta a partire dalle operazioni che determinano il superamento.

Il controllo deve quindi essere fatto sugli importi effettivamente percepiti, non soltanto sulle fatture emesse.

Lavoro dipendente: soglia 2026

Per il 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente è confermata a 35.000 euro. Se la soglia viene superata, l’accesso è generalmente precluso. La verifica è irrilevante quando il rapporto di lavoro è cessato, ma i casi di pensione, nuovi rapporti e continuità vanno analizzati con attenzione.

Leggi anche partita IVA e lavoro dipendente.

Come si calcolano reddito e imposta

Il reddito non viene determinato sottraendo i costi effettivi. Gli incassi vengono moltiplicati per il coefficiente di redditività collegato all’attività. Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali versati; sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, se spettante, del 5%.

Per un esempio completo consulta come si calcolano tasse e contributi nel forfettario.

Cause di esclusione da controllare

Tra le verifiche principali rientrano:

  • utilizzo di regimi IVA speciali o altri regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
  • controllo diretto o indiretto di una SRL che svolge attività riconducibili a quella individuale;
  • attività svolta prevalentemente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti, salvo eccezioni;
  • cessioni prevalenti di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • residenza fiscale e requisiti previsti per i non residenti.

Le esclusioni non vanno controllate soltanto al momento dell’apertura, ma anche durante ogni anno di attività.

IVA, fatture e contributi

Nelle operazioni ordinarie il forfettario non addebita l’IVA e non detrae quella pagata sugli acquisti. Deve tuttavia emettere la fattura elettronica, salvo specifici divieti o esclusioni, e assolvere il bollo quando dovuto.

I professionisti senza cassa versano generalmente i contributi alla Gestione Separata. Artigiani e commercianti versano contributi sul minimale e sull’eventuale reddito eccedente; se ne ricorrono le condizioni possono richiedere la riduzione contributiva del 35%.

Domande frequenti

Il limite di 85.000 euro riguarda fatture o incassi?

Nel regime forfettario rilevano in generale ricavi e compensi percepiti. È quindi necessario controllare gli incassi effettivi e riconciliarli con le fatture emesse.

Nel 2026 un dipendente può applicare il forfettario?

Sì, ma deve verificare compatibilità contrattuale e cause di esclusione. Per il 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro, salvo il caso di rapporto cessato.

Superando 85.000 euro perdo subito il regime?

Non sempre. Se resti entro 100.000 euro, l’uscita avviene normalmente dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la cessazione è immediata.

Posso dedurre i costi reali?

No, salvo specifiche componenti previste dalla legge. Il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività agli incassi; i contributi previdenziali versati sono normalmente deducibili dal reddito forfettario.

Fonti ufficiali

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A cura di Studio Zaglio

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