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Regime forfettario: soglie di 85.000 e 100.000 euro, incassi e apertura in corso d’anno

Guida alle soglie del regime forfettario: cosa accade fino a 85.000 euro, tra 85.001 e 100.000 euro, oltre 100.000 euro e per chi apre in corso d’anno.

Pubblicato: 6 agosto 2026Regime ForfettarioTempo di lettura: 8 minuti
Nel regime forfettario non esiste un unico limite da ricordare. Le soglie di 85.000 e 100.000 euro producono conseguenze molto diverse e devono essere controllate sugli incassi effettivi, non sul semplice valore delle fatture emesse.

La tabella delle soglie

Ricavi o compensi incassatiConseguenzaDecorrenza
Fino a 85.000 €Mantenimento del regimeIl forfettario può proseguire anche nell’anno successivo, se restano rispettati gli altri requisiti.
Da 85.001 a 100.000 €Uscita differitaIl regime resta applicabile fino al 31 dicembre; il passaggio avviene dall’anno successivo.
Oltre 100.000 €Uscita immediataDall’operazione che determina il superamento si applicano le regole ordinarie, compresa l’IVA.

Fino a 85.000 euro

Il contribuente può restare nel regime forfettario anche per l’anno successivo, purché siano rispettate anche le altre condizioni previste dalla normativa: cause ostative, limiti relativi al lavoro dipendente e corretto inquadramento dell’attività.

Tra 85.001 e 100.000 euro

Il superamento della soglia ordinaria di 85.000 euro non determina l’uscita immediata, quando gli incassi restano entro 100.000 euro. Il regime prosegue fino al 31 dicembre e cessa dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Oltre 100.000 euro

Il superamento della soglia di 100.000 euro determina invece la cessazione del regime nello stesso anno. Dall’incasso che provoca lo sforamento si applica il regime ordinario, con le conseguenze previste in materia di IVA e imposizione sul reddito.

Attenzione: l’uscita immediata richiede una gestione precisa delle fatture e degli incassi del periodo. Non conviene arrivare alla soglia senza una verifica preventiva.

Conta il principio di cassa

Per il limite non rileva il momento in cui viene emessa la fattura, ma quello in cui il compenso o il ricavo viene effettivamente incassato.

  • fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio: l’importo rileva nell’anno di gennaio;
  • fattura emessa ma non ancora incassata: non concorre ancora al limite;
  • acconto ricevuto: rileva nell’anno dell’incasso, anche se il lavoro sarà completato dopo.

Apertura della partita IVA durante l’anno

La soglia ordinaria di 85.000 euro deve essere ragguagliata ai giorni di effettiva attività. Chi apre in corso d’anno non dispone quindi, per il primo periodo, dell’intero limite annuale.

Esempio: apertura il 1° settembre, con 122 giorni di attività fino al 31 dicembre. Il limite ragguagliato è pari a 85.000 × 122 ÷ 365, cioè circa 28.411 euro.

La soglia di 100.000 euro, che determina l’uscita immediata, non viene invece ridotta in proporzione ai giorni di attività.

Come monitorare correttamente il limite

1Riconcilia ogni mese fatture e incassi.
2Calcola il margine residuo rispetto alle soglie.
3Controlla gli accrediti di novembre e dicembre.
4Considera acconti e pagamenti parziali.
5Valuta per tempo il possibile passaggio al regime ordinario.

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Fonte principale: circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023 e normativa vigente. Contenuto aggiornato al 6 agosto 2026.
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