Perché vengono considerate beni immateriali
Le criptovalute non hanno consistenza fisica, non rappresentano normalmente un diritto a incassare una somma predeterminata e sono individualmente identificabili. In assenza di una disciplina contabile nazionale specifica, queste caratteristiche portano a ricondurle, in linea generale, nell’area dei beni immateriali.
Criptovalute destinate a permanere nel patrimonio
Quando la direzione aziendale decide di detenere le criptovalute in modo durevole, esse vengono iscritte tra le immobilizzazioni immateriali al costo di acquisto.
- non sono soggette ad ammortamento, perché la loro utilità non si esaurisce secondo una durata prestabilita;
- devono essere sottoposte a verifica di perdita durevole di valore;
- può rendersi necessaria una svalutazione quando il valore recuperabile risulta inferiore al valore contabile.
Criptovalute detenute per la vendita
Se l’impresa le acquista o le detiene per venderle nel normale ciclo operativo, la classificazione avviene tra le rimanenze. La valutazione segue quindi il criterio del minore tra costo di acquisto e valore di realizzazione desumibile dal mercato.
Informazioni da raccogliere per il bilancio
Un tema contabile, fiscale e organizzativo
La presenza di criptovalute richiede una procedura interna che consenta di dimostrarne titolarità, movimentazioni, criteri di valutazione e destinazione. La sola estrazione da un exchange può non essere sufficiente se non viene riconciliata con la contabilità e con i wallet effettivamente utilizzati.
La società detiene criptovalute?
La classificazione va definita prima della chiusura del bilancio, ricostruendo operazioni e documentazione.
Parla con lo Studio →